MEDEA estratti stampa

La nuova prima di Mauro de Candia per la sua Pnuema Dance Theater è stata presentata davanti ad un sold out di pubblico lo scorso sabato sera nel magico Teatro Curci di Barletta.

Con Medea de Candia mostra un senso non comune per il teatro. Alcune idee di grande efficacia (come i due bambini disegnati sul tavolo bianco o l’uso di un’aria di Bellini cantata dalla Callas), accompagnano lo spettatore all’interno di una tragedia dalla drammaturgia chiara, salutata da una standing ovation finale di 15 minuti.

Senza dubbio de Candia è una delle nuove voci del panorama italiano in Europa. Dopo molte commissioni per importanti compagnie di danza come Introdans o il Balletto Reale delle Fiandre, questo nuovo capitolo con la sua compagnia di danza segna il suo ritorno alla narrazione.

DANCE FOR YOU  – marzo/aprile 2010

Una danza che esplora i meandri di universi esistenziali “al limite”, in una dimensione “borderline”, sviscerando le accezioni più disparate, dall’eros al grottesco, virando verso la pura follia con epilogo catartico.

Con coraggio (per costruzione filologica e piani semantici non propriamente per un pubblico eterogeneo, ma di nicchia), temperamento scenico (e intuitivo delle idee) e stilemi esterofili (essendone un degno referente nel senso più aulico del termine, alla luce di considerevoli riconoscimenti e “cursus honorum”), il pugliese Mauro de Candia ha proposto di recente al Curci di Barletta, in prima mondiale il tanto atteso “Sacre/Medea – deliri del corpo”, per la produzione Arte&BallettO e Pneuma Dance Theater.

Con l’eco della vis di Euripide (sonorità di Bellini, Balanescu e Saarihao), ha avuto luogo il gusto per la narrazione epica (con una sincera e struggente Carolina Constantinou). Una prova ufficiale per spiccare il volo in tournée internazionali. Buona fortuna.

Gianluca Doronzo, QUOTIDIANO DI PUGLIA  – 11 febbraio 2010

de Candia mattatore al “Curci”. Successo di pubblico con il tutto esaurito.

de Candia superbo. Grande prova del coreografo barlettano che ha messo in scena nella sua città uno spettacolo pregevole che ha emozionato la platea del sofisticato teatro Curci che contro tutte le aspettative ha registrato il tutto esaurito.

“Sacre Medea”, questo il titolo del lavoro di de Candia che ha firmato anche la regia dimostrando una maturità artistica notevole, un vero orgoglio non solo per la città della disfida ma per tutta la Puglia.

 “Cavalliere: allora la vita è un assurdo orrore! Nessuno può vivere con la morte davanti agli occhi sapendo che tutto è nulla. Morte: la maggior parte della gente non pensa né alla morte né al nulla”.

Questo è il celeberrimo dialogo del capolavoro di Ingmar Bergman “Il settimo sigillo” e de Candia prende in prestito la scacchiera con cui il cavaliere si gioca il destino con la morte che assume le sembianze  di Medea che commuove per il suo passo delicato e seduce per la fisicità sensuale.

La Medea (Carolina Constantinou) di de Candia è una femme fatale, ha il pianto tragico di Euripide ed il guitto inquieto della passione impersonata da Maria Callas nella versione cinematografica di Pier Paolo Pasolini nel 1969 ma allo stesso tempo la moderna, visionaria e violenta Medea raccontata da Lars Von Trier.

de Candia gioca sulla tavolozza dell’amore, la scacchiera bianca e nera si macchia di rosso nel tripudio della follia del suicidio, epilogo che crea sconquasso emotivo per la folgorazione delle coreografie. Emoziona il lavoro di de Candia, niente effetti speciali, la scena scarna, essenziale, minimale, nulla è concesso al teatro rigoroso se non il movimento di pelle, una tensione emotiva che diviene afflato del cuore, nella rilettura moderna di una antica ricerca come quella della passione umana.

Una regia che soddisfatto anche il direttore artistico del Curci Sergio Maifredi che ha puntato sul giovane talento della danza europea. de Candia non ha tradito la sensibilità drammaturgica che lo contraddistingue, si è donato senza filtri al suo pubblico, ed il pubblico non l’ha tradito, premiandolo con un sold out di emozioni e lunghi applausi.

Cosimo Damiano Damato, LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO  – 1 febbraio 2010